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Il Satirico © Redazione

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AMMUCHINIAMOCI TUTTI!

scritto dalla Redazione de Il Satirico
Disinfettarsi le mani

Questo periodo non è certo felice per l’Italia. La diffusione del virus Covid-19 (Coronavirus) nel nostro paese ha, di conseguenza, scatenato una vera psicosi generale. I numeri di infettati e anche di morti sono sicuramente evidenti a tutti e non bisogna sottovalutare la cosa. Altra cosa è l’isteria generale e la paura diffusa, che non fa altro che veicolare panico e disinformazione. Altro fenomeno non certo “simpatico” e poco solidale, oltremodo offensivo è l’atteggiamento di molti paesi e nazioni, confinanti e non, europei ed extraeuropei, nel mondo che hanno “vietato” o “consigliato” di non andare in Italia oppure di non far attraversare le loro frontiere dagli italiani o quantomeno dagli italiani di determinate regioni del nord dove si è manifestato il focolaio del virus. Molti nostri comuni e zone d’Italia sono attualmente in quarantena e diverse regioni sono sottoposte a continui controlli ed esami (come il tampone) per rilevare la positività o meno al virus. Una cosa è la prevenzione e il rispetto di alcuni protocolli “sanitari” doverosi e d’obbligo in certe situazioni, altro è un atteggiamento di “chiusura” ed “esclusione” generalizzata. Turisti italiani respinti da località turistiche straniere, navi da crociera italiane bloccate, treni fermati al confine. Un vero e proprio atteggiamento di “chiusura”. Proprio a noi che accettiamo da sempre il rischio di tanti che dal mondo vengono a visitare l’Italia, turisti, gente d’affare, viaggiatori, profughi e persone in transito nel nostro paese. Certo, i pro e contro del mondo globale, per tutti non solo per l’Italia. Anche alcuni strumentalismi e dichiarazioni politiche, in questo momento, si sono rivelate inopportune e “fuori luogo”. Oggi, più che mai, serve in politica, responsabilità, lucidità e maturità, coralità di intenti e operativa sinergica. La propaganda politica, le reciproche accuse, e le illazioni fanno parte dello sciacallaggio! Da paese virtuoso che all’inizio del diffondersi dell’epidemia sembrava essere stato lesto e lucido nell’affrontare il fenomeno, con controllo temperatura agli aeroporti e in altri luoghi, bloccando alcune rotte dirette con la Cina e monitorando le comunità cinesi presenti in Italia, siamo diventati la nazionalità da “evitare”, da non avere contatti … gli “untori”. Tra le tante colpe e difetti  del nostro paese, con cui dobbiamo fare i conti e prenderci le responsabilità, ricordiamoci che il virus non è partito da noi, e quanto meno con tutte le responsabilità che ognuno possa mettere in campo, rappresentiamo comunque un “cliente” di questo virus non certo il generatore. Da un eccesso all’altro. Molti sono i danni economici, d’immagine. Eventi e manifestazioni annullate, fiere e luoghi turistici interdetti.

Lavarsi le mani con disinfettante

Inoltre mai più che mai, in questo periodo è fortemente ricordato e consigliato di lavarsi sempre le mani, disinfettarle, così come pure attuare tutte le modalità e le norme d’igiene personali e di comportamento in luoghi pubblici o in presenza di altre persone. Indossare mascherine e lavarsi spesso e a lungo le mani con prodotti disinfettanti. A questo proposito si sono avuti addirittura in Italia anche momenti di panico nel reperire e accaparrarsi una mascherina o un disinfettante. Sono apparsi, come sciacalli, venditori di mascherine e disinfettanti con prezzi incredibili. Un chiaro fenomeno di opportunismo cinico che cavalca la psicosi del panico e della paura. Ripetiamo sciacalli, che non aspettano altro!
Non ci resta che sperare che il fenomeno e le conseguenze di questo virus, pian piano si smorzino e non dilaghino, fino a sparire. Intanto, sarebbe bene farci tutti una bella “disinfettazione culturale”, in politica, nella società italiana e nell’opinione internazionale e mondiale, oseremo dire per esortare al buon senso e alla sagezza e per sdrammatizzare … : ammuchiniamoci tutti!!!

CONTE ALLA ROVESCIA…

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Conte” alla rovescia per un altro governo… Dopo la “ricca” giornata politica di martedì 20 agosto, che ha sancito la chiusura dell’esperienza di governo giallo-verde e conclusa con le di dimissioni di Giuseppe Conte, si apre il “Conte alla rovescia” per formare (o tentare di farlo), un nuovo governo. La “paternale” di Conte, Presidente del Consiglio, a Matteo Salvini ha, comunque, offerto una visione nuova di politica, una politica fatta di “richiami” e “rimproveri”, come un padre di famiglia fa ad un figlio che, inizialmente … sembrava seguire la via maestra ma che poi ha avuto degli improvvisi “colpi di testa”.

Sicuramente, la mossa estiva di Salvini, di dichiarare la “crisi di governo” in questo periodo, dimostra come il “sole” e la “sbornia” dei risultati delle politiche elettorali europee, abbiano sortito bene il loro effetto sui leghisti e sull’intero governo.
Il banco è saltato definitivamente!
Ora ci saranno le consultazioni da Mattarella che se riuscirà come un mago farà qualche magia e cacciando il coniglio dal cilindro, darà spazio alla formazione di un nuovo governo.
Ma del resto e come nel testo della canzone di Rino Gaetano…:

Pci psi (nun te reggae più)

Dc dc (nun te reggae più)

Pci psi pli pri

Dc dc dc dc

Cazzaniga (nun te reggae più)….”

…. oggi non si può più neanche “riformulare” la combinazione di un governo tra partiti con le proprie sigle… M5s-PD, FI-FdI, LEGA-FI…. ma si è passati ai “colori“…, quindi: … giallo-verde… giallo-rosso… e via dicendo, ora aspettiamo solo l’arcobaleno e se riusciamo ad averlo, ad ottenerlo, sarà sicuramente un governo stabile che durerà almeno 5 anni!

TIRO ALLA FUNE CON LA UE

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Sembra il tiro alla fune. Un gioco di forza che mette da una parte l’Italia e dall’altra la Commissione Europea. La data dell’8 luglio si avvicina, il giorno nel quale l’Ecofin, l’organo di controllo della Commissione, dovrà valutare e decidere se il nostro paese ha o meno infranto la regola del disavanzo eccessivo e quindi avviare una procedura che ammonisce e punisce l’Italia. Ma perché tanto scalpore? Non è certo la prima volta. La storia ci ricorda che già esistono tre precedenti, 2005, 2009 e 2018. Con il governo Berlusconi III, nel giugno del 2005, la Commissione europea avvia una procedura d’infrazione nei confronti del nostro paese per lo sforamento eccessivo del rapporto debito/pil. Ancora nel dicembre del 2009, sempre con il governo Berlusconi ma versione IV, il Consiglio dell’Unione europea applica la decisione 2010/286/UE che esplicita l’esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia e quindi rende ufficiale una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Commissione Europea – Bruxelles

Più recentemente con l’attuale governo M5S-Lega, nel novembre 2018, la Commissione segnala che il debito pubblico italiano in rapporto al Pil, nel prospetto del Documento programmatico di bilancio per il 2019, non rispetta la regola del debito, e asserisce che vi siano tutti i presupposti per l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo. Ripeto, perché tanto scalpore? Non è nuovo questo gioco. Il gioco del tiro alla fune, appunto.

Articolo pubblicato su ENA
(European News Agency)
TIRO ALLA FUNE CON LA UE

IL CAPO SCOUT PERSO TRA I BOSCHI…

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Per la rubrica “C’era una volta..”, proponiamo questa pillola riflessiva…


In politica la capacità di governare è l’attitudine maggiore che un “capo” deve avere per poter raggiungere gli obbiettivi. Per poter governare bene urge  avere il talento di saper ascoltare, l’intuizione di saper leggere le esigenze della società e soprattutto riuscire ad individuare la soluzione migliore per il paese. La determinazione è importante, anche la convinzione dell’idea, del programma.

Ostinarsi però è pericoloso, diventando sordi e arroganti si rischia peggio e cioè di firmare la propria fine e quella di un partito. Essere stati scout può significare molto, ma non è tutto. Peggio è che il “capo scout si perda tra i boschi ma se ne renda conto solo quando è troppo tardi.


C’era una volta… un “capo scout”…,
si è smarrito nel bosco?!
Dove è finito il “capo scout”?

***Ogni allusione è puramente casuale…

MACCHERONI AL MATTARELLO….

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Sono stati giorni tesi fra Francia e Italia. Una crisi diplomatica si era affacciata alla finestra e dall’Eliseo un vento gelido aveva raggiunto il Quirinale. Tanto è vero che anche l’ambasciatore francese, Christian Masset, ha dovuto (per alcuni giorni) ripiegare in patria verso Parigi per delle, non meglio definite, … “consultazioni“. La crisi aveva preso dimensioni maggiori, in quanto lo stesso Macron, non avendo più un riferimento (Giuseppe Conte), quale interlocutore diretto, non riusciva più ad avere un dialogo con l’Italia. Dopo che il premier francese aveva più volte ritenuto utile dialogare con il suo omologo politico italiano, ma del quale non si è percepita l’azione e neppure l’intenzione, vanificata probabilmente per il “fuoco incrociato” dei suoi due “vice”, Salvini e Di Maio, verso lo stesso Macron e che non hanno risparmiato “affondi pepati”, l’Eliseo trovandosi “spiazzato”, ha ritenuto utile e unica soluzione quella di interloquire con il presidente Mattarella, che, ha fatto un passo formale per disinnescare il conflitto aprendosi a Parigi con una telefonata.

Eliseo


“I due presidenti hanno riaffermato l’importanza per entrambi i Paesi della relazione franco-italiana, nutrita da legami storici, economici, culturali e umani eccezionali” così spiegato dall’Eliseo in un comunicato che continua cosi: “ricordato che Francia e Italia, che hanno costruito insieme l’Europa, hanno una responsabilità particolare per operare di concerto alla difesa e al rilancio dell’Unione europea”.

La chiacchierata al telefono fra Mattarella e Macron avrebbe ricucito lo “strappo” e selciato il sentiero per il ritorno dell’ambasciatore Christian Masset che dopo le “ingerenze” del partner italiano, definite “inaccettabili e provocatorie”, era stato richiamato all’ovile. Questo scontro diplomatico, inedito nella storia delle relazioni bilaterali dal dopoguerra, ha avuto bisogno dell’intervento del presidente Mattarella per distendere gli animi e ricondurre i rapporti politici e diplomatici con l’equilibrio e la collaborazione che è richiesta fra i due paesi “cugini”.
E’ il caso di dire, forse, che a volte ci vuole il “mattarello” per lavorare meglio la “pasta” e potersi “sedere al tavolo” e riaggiustare il palato!

Articolo pubblicato su ENA
(European News Agency)
Maccheroni al Mattarello. Il presidente, calma gli animi..

IL MARE DELLA SOLIDARIETA’ CHE NON BAGNA L’EUROPA

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Esiste un mare che bagna l’Europa, ma non è quello della solidarietà. Il recente e ennesimo caso della Sea Watch 3, ripropone come non mai il problema dei migranti e profughi, degli sbarchi nel Mediterraneo. Parliamo di vite umane che per un motivo o un altro sono alla mercé della loro stessa sorte.

Mai come in questi casi, il destino di una persona, è al ballottaggio prima dei trafficanti e poi della politica dell’ “Occidente civilizzato“. Migranti, profughi o rifugiati… sono persone, donne, uomini, bambini… esseri umani. I governi dei vari paesi europei fanno finta che l’Europa non abbia confini, né marittimi né territoriali, ma solo principi, interessi politici ed economici. Lo dimostra quest’ennesimo caso. Il governo italiano può avere le sue colpe. Naturalmente le forze politiche dell’opposizione si avvicendano ad accusare il direttivo italiano, anche a buon diritto ma come sempre con un “alone” di opportunità. I diritti umani sono prima di tutto.

sbarchi e giubbotti di salvataggio

Questo vale, però, per tutti i paesi del mondo oltre che per l’Europa per l’Italia. La nave in questione con le “47 anime” a bordo, batte bandiera olandese. Prima di chiedere aiuto all’Italia, l’ha fatto ad altri paesi, extracomunitari e europei. Qui la politica c’entra fino ad un certo punto. La Corte europea dei diritti dell’uomo ora si trova a gestire una diatriba tra Roma e Amsterdam, il diritto che si avvicenda con il dovere del soccorso umano, la pietà, l’umanità.

Basterebbe il semplice buon senso e non un gesto eccezionale di sacrificio.
Ma questo è un atteggiamento oramai raro, un sentimento estinto!”

ENA European News Agency

NON E’ MAI TROPPO TARDI PER IL TRAP

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Ci ha abituati a tutto. I suoi successi da calciatore, da allenatore, le sue frasi storiche, le sue gaffe. Un personaggio dello sport al quale non puoi non affezionarti, aldilà della casacca che ha vestito della squadra che ha allenato. La sua bravura, la sua simpatia, ha prevalso sullo stesso…

Lo hanno conosciuto e amato in 5 paesi diversi, come allenatore: Italia, Germania, Austria, Portogallo e Irlanda, strappando, trofei e simpatia in tutti questi posti. “23 trofei con 12 squadre e più di 1400 partite”. Famose le sue conferenze stampa, le interviste e alcune sue frasi sono rimaste nella memoria storica di tanti. Non ultima l’esclamazione su “Strunz” quando era al Bayern Monaco o la riesumazione di un proverbio, che aveva avuto già una sua evoluzione ma che lui ha riportato alla ribalta: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!“.

Ebbene, il caro e noto Trap che da un po’ di tempo non lo si vedeva più né in tv tanto meno sui campi, è ritornato in pista, si ma quella del web e dei socials. Non è mai troppo tardi, all’età di 80 anni il caro e simpatico Trapattoni, finalmente approda nel web con un proprio sito www.iltrap.it e partecipa al circo dei socials con i suoi account Instagram, Twitter, Facebook e YouTube, ricevendo da subito successo e molti seguaci, followers o amici. Insomma moltissimi hanno apprezzato questa sua ricomparsa, soprattutto in questa veste digitale. Lui, in un video e con un testo scritto, così si è presentato: “In molti vi siete chiesti i motivi dietro il mio sbarco sui Social. Adesso è il mio turno“, dopo che il nipote lo aveva esortato,

dicendo: “Nonno tu avresti tutte le carte in regola per essere un influencer e diventare viral” e lui continua nella sua presentazione web, dicendo: “Una battuta, un’idea condita di follia a cui tutti abbiamo riso. Una scintilla però si era insinuata inconsciamente dentro di me, suscitando curiosità per quel mondo digitale che non mi era mai interessato più di tanto. Ed è così che pian piano l’idea ha preso la forma e il sapore di una sfida da cui Giovanni Trapattoni non si sarebbe tirato indietro. A 79 anni inoltrati ero pronto per scrivere l’alba di un nuovo capitolo della mia vita. E voi giustamente potreste domandarvi: “Scrivere su cosa?”

GIOVANNI TRAPATTONI – il Trap

Ebbene, data l’età e le esperienze accumulate, vorrei riuscire a comunicare i valori che mi hanno fatto diventare la persona che sono e, allo stesso tempo, sensibilizzare su dei temi a me cari. Nella nostra società si evidenzia spesso il crescente distacco fra i giovani e le altre generazioni. A mio avviso, una delle cause di questo fenomeno è da ricercare in un diverso modo di comunicazione. Ma non sono qui per giudicare o criticare qualcuno. Nel mio piccolo cerco soltanto di colmare il divario imparando e usando questi mezzi così cari ai giovani, il nostro futuro”.
Che dire. O forse è il caso di dire:
“Non dire socials se non hai anche il Trap nel web!”
Bravo Trap! E benvenuto nel web…

CORSI E RICORSI DI… SICUREZZA.

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Tempi duri per il Governo italiano. Dopo il Decreto Sicurezza le “reazioni” di alcune Regioni hanno creato (per l’appunto) una “reazione a catena” che non giova al clima politico. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno del Governo Conte, si trova alle strette.

Umbria, Toscana ed Emilia Romagna si sono rivolti alla Consulta. Il ricorso getta le basi sulla sospetta “incostituzionalità”. A seguire, anche la Sardegna potrebbe avere la stessa posizione e fare ricorso. Come un domino, partito da un gruppo di sindaci, in primis quello di Palermo, a catena, l’effetto è passato alle Regioni che al contrario dei Comuni hanno la possibilità di accedere e chiedere “consulto” alla Corte costituzionale, direttamente, senza intermediari o pareri di altre cariche istituzionali o di carattere giurisprudenziale.

I governatori di queste Regioni, sostengono che con l’eliminazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e del diritto di residenza ai richiedenti asilo, si instaurerebbe una paralisi burocratico-amministrativo circa materie di competenza regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale, edilizia residenziale pubblica. Tutto è iniziato con il sindaco Leoluca Orlando che sospese il decreto sicurezza il 21 dicembre e che ha scatenato la polemica con il ministro degli Interni, Matteo Salvini. La domanda è: riuscirà Salvini a sbrigliare la matassa? Come uscire il Governo da questa “impasse”?

ENA (European News Agency)

TAGLI E EFFICIENZA DELLA POLITICA ITALIANA.

scritto dalla Redazione de Il Satirico

Dal 2 gennaio 2019, i vitalizzi agli ex parlamentari saranno rimodulati secondo una delibera che dal primo gennaio 2019, appunto, ridetermina la misura di tali assegni. In poche parole, si sono applicati i tagli, tanto proclamati da tempo dal Movimento 5 Stelle, ai vitalizzi degli ex politici.

Da questa data, infatti, sarà applicata ai cedolini degli ex parlamentari la delibera che riformula i vitalizi. Un provvedimento che è entrato in vigore, immediatamente, dopo la sua stessa approvazione con decorrenza dall’inizio dell’anno. Tale operazione permetterà alla Camera dei deputati di risparmiare 44 milioni di euro all’anno. Una cifra economica che raggiungerà i 130 milioni di euro per il prossimo triennio. Da tempo, nonostante tutto, si parlava di costi più elevati della Camera. Questo provvedimento, appunto, porterà ad un risparmio di quasi 150 milioni di euro, nell’arco dei prossimi tre anni, in risposta a tali indicazioni che parlavano di aumento dei costi e non di diminuzione.

Si presume, quindi, che per l’anno in corso, i costi di Palazzo Montecitorio saranno di oltre 10 milioni in meno rispetto a quello appena concluso. Il futuro riserva altri, quasi 4 milioni in meno fino al 2020 e altri sette milioni nel 2021. Il taglio dei vitalizzi, inoltre, genererà quasi 44 milioni di risparmio annui, che si sommano alle precedenti voci di risparmio, già citate. Visto così e se veritiere queste cifre e se verranno rispettate questi provvedimenti, si può parlare di un evidente risparmio! Quindi si potrebbe anche parlare di una politica meno costosa… in futuro, rimane però ancora da ricalibrare e sperare in una maggiore efficienza di essa….

ENA (European News Agency)

SINISTRA PRESENZA A PIAZZA DEL POPOLO

scritto dalla Redazione de Il Satirico

L’ultima domenica di settembre ha sancito il richiamo in Piazza del Popolo del Partito Democratico italiano. Una massa di militanti di sinistra, si è dato appuntamento a Roma nella piazza più rappresentativa della capitale, per il nome che porta. Una reazione di massa contro l’attuale governo?

O più un richiamo all’ordine, riunire le idee oramai smarrite? Dopo gli ultimi decreti e la presentazione del Def da parte dell’attuale direzione di governo, gli animi e le sparute ultime forze di sinistra hanno ritenuto utile invitare, tutti i militanti e non, ad un incontro nazionale in piazza per ribadire il loro dissenso verso questo governo. Forse anche per “riconoscersi”, censire le forze e le idee? Sul numero di partecipanti, come sempre, ci sono cifre discordanti, il PD grida al pienone con 70.000 persone, altre fonti dimezzano questa cifra, altre ancora attestano tra le 25.000 e 30.000 persone. Certo è che ad un certo punto la piazza era quasi colma da poter dire che almeno 40.000 individui erano a Piazza del Popolo a Roma.

Questa manifestazione ha segnato sicuramente un punto di domanda certo, nella storia attuale della sinistra italiana: ricominciare o ammettere di non esserci più? Con treni, pulman e mezzi privati, i partecipanti, sventolando bandiere con il simbolo del PD, hanno raggiunto la capitale, moltissime persone attempate, forse la maggior parte, e anche tanti giovani. Sul palco oltre al segretario si sono avvicendate tante voci soprattutto del popolo PD. Alla fine quale è stato il risultato? Secondo i dirigenti del partito, quello di “aver capito la lezione”. Tutti d’accordo da Martina a Renzi, fino a Calenda e Zingaretti, tutti contro la manovra e questo governo, avendo fatto tesoro degli errori passati.

La gente urlava: “unità…unità…!”. Un popolo in cerca di una identità smarrita che vuole ritrovarsi. Pochi anni sono serviti per rovinare un grande partito con un potenziale enorme. Lo scontro tra i vecchi poteri e l’arroganza delle giovani forze ha sciupato un giocattolo che ora rotto tenta di ripararsi da solo per poter continuare a giocare. Ma la politica non è un gioco e le conseguenze possono essere molto serie!

ENA (European News Agency)

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